“Forse il fascino della Sicilia è questo, che percorsi venti chilometri il paesaggio cambia di colpo: correte in una pianura verde, geometrica, con un profumo d’erba e di acque, e aggirata una collina, scalato un dosso, improvvisamente vi si spalanca dinnanzi un orizzonte di montagne grigie, silenziose, senza un albero o un filo di acqua, e credete di correre dentro un deserto… Di colpo il mare, una città, due vallate profondissime, un porto, un’immagine che ad una curva non rivedrete più inghiottita alle vostre spalle come se le montagne si fossero rinchiuse… Così cominciate a pensare di viaggiare dentro una specie di continente nel quale sono radunati, ma caoticamente tutti i panorami del mondo… Fate venti chilometri e cambia di colpo anche il panorama umano.”

Questo lavoro fu e continua ad essere ispirato dalla lettura del libro “Processo alla Sicilia” di Giuseppe Fava. La Sicilia fotografata con in mente le sue parole. I contrasti di questa terra, nudi e crudi. Catturiamo un’immagine e cerchiamone l’opposto: lo troveremo. Un viaggio dentro un piccolo continente, alla ricerca della sua anima vera.
Le mie foto raccontano un periodo di oltre vent’anni, gli scritti di Fava di oltre quaranta. Ma poco o nulla è cambiato.

Stazione ferroviaria nell’entroterra, 1998
